Valutazione dei rischi e sicurezza nell’uso del DAE in condizioni particolari
La diffusione dei defibrillatori semiautomatici (DAE) nei luoghi di lavoro rappresenta una delle misure più efficaci per aumentare le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso. Tuttavia, la semplice presenza del dispositivo non è sufficiente a garantire un intervento efficace e sicuro.
Quando un’azienda decide di installare un defibrillatore, il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dovrebbe considerare non soltanto la collocazione dell’apparecchiatura e l’organizzazione del primo soccorso, ma anche tutte quelle condizioni ambientali che potrebbero influenzare la sicurezza nell’uso del DAE.
Cosa prevede la normativa per il DAE in azienda
Il principale riferimento normativo resta il D.Lgs. 81/2008.
L’articolo 17 impone al datore di lavoro l’obbligo di effettuare la valutazione di tutti i rischi, mentre l’articolo 28 stabilisce che il DVR debba contenere le misure di prevenzione e protezione adottate per la tutela dei lavoratori.
Sul piano specifico dei DAE occorre inoltre considerare:
- Legge 120/2001 sull’utilizzo dei defibrillatori;
- Legge 116/2021 recante disposizioni per la diffusione e l’utilizzo dei DAE;
- Decreto del Ministero della Salute 16 marzo 2023 relativo ai criteri di installazione e segnalazione dei defibrillatori.
Sebbene la normativa non imponga in modo generalizzato la presenza del DAE in tutte le aziende, una volta installato il dispositivo deve essere inserito all’interno del sistema di gestione delle emergenze aziendali.
Pioggia, pozzanghere, superfici metalliche, ambienti industriali complessi, presenza di sostanze infiammabili o atmosfere esplosive sono situazioni che richiedono una valutazione preventiva e procedure operative specifiche.
Cosa inserire nel DVR quando è presente un DAE
Una corretta valutazione dovrebbe prevedere una sezione specifica dedicata alla gestione del defibrillatore.
Tra gli aspetti da analizzare:
Ubicazione del dispositivo
Il DVR dovrebbe riportare:
- posizione del DAE;
- tempi medi di raggiungimento;
- segnaletica presente;
- accessibilità durante l’orario di lavoro;
- eventuale utilizzo da parte di utenti esterni.
Organizzazione dell’emergenza
È opportuno descrivere:
- addetti formati BLSD;
- modalità di attivazione del 112/118;
- procedure di primo soccorso;
- integrazione con il piano di emergenza aziendale;
- responsabilità relative alla manutenzione del dispositivo.
Valutazione delle condizioni ambientali
La parte più importante, e spesso trascurata, riguarda le condizioni operative reali nelle quali il defibrillatore potrebbe essere utilizzato.
Sicurezza nell’uso del DAE in presenza di acqua, pioggia e pozzanghere

Uno dei dubbi più frequenti riguarda l’utilizzo del defibrillatore all’aperto durante la pioggia oppure in ambienti dove sono presenti superfici bagnate.
Le Linee Guida ERC (European Resuscitation Council), AHA (American Heart Association) non indicano la presenza di acqua sul terreno come una controindicazione assoluta all’utilizzo del DAE.
Dal punto di vista fisico, la corrente erogata dal defibrillatore tende a seguire il percorso a minore impedenza compreso tra le due piastre adesive applicate sul torace del paziente.
L’energia viene quindi convogliata prevalentemente attraverso il cuore e il torace della vittima e non dispersa nell’ambiente circostante.
Un aspetto poco conosciuto riguarda il funzionamento dei moderni DAE bifasici. Questi dispositivi erogano generalmente energie comprese tra 120 e 200 Joule, in alcuni dispositivi si arriva fino a 360 Joule, distribuite nell’arco di pochi millisecondi. L’impulso è progettato per concentrarsi nel percorso compreso tra gli elettrodi e massimizzare l’efficacia della defibrillazione riducendo la dispersione di corrente.
Per questo motivo la semplice presenza di una pavimentazione bagnata non genera normalmente un rischio significativo per i soccorritori che si trovano nelle vicinanze.
Le evidenze disponibili e l’esperienza maturata nei sistemi di emergenza internazionali mostrano che il rischio per il soccorritore è estremamente basso purché nessuno tocchi il paziente durante l’erogazione della scarica.
Le procedure da riportare nel DVR dovrebbero prevedere:
- asciugare rapidamente il torace prima di applicare le piastre;
- verificare la corretta adesione degli elettrodi;
- evitare che le piastre siano immerse in acqua;
- assicurarsi che nessuno sia a contatto con la vittima durante la scarica.
Se il paziente si trova in una pozzanghera o in una zona particolarmente bagnata, è ragionevole spostarlo solamente quando ciò può essere effettuato in pochissimi secondi e senza ritardare l’inizio della rianimazione e della defibrillazione.
La defibrillazione precoce rappresenta infatti uno dei principali fattori che influenzano la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco.
Utilizzo del defibrillatore su superfici metalliche

Un’altra situazione tipica degli ambienti industriali riguarda l’utilizzo del DAE su strutture metalliche.
Contrariamente a quanto si pensa, la presenza di una superficie metallica non rappresenta automaticamente una controindicazione all’uso del defibrillatore.
Le raccomandazioni operative indicano semplicemente di verificare che nessuno sia a contatto con il paziente durante l’erogazione della scarica, e che gli elettrodi non siano a contatto con parti metalliche.
Questo contesto potrebbe riguardare realtà quali:
- carpenterie metalliche;
- officine meccaniche;
- cantieri navali;
- impianti siderurgici;
- centrali energetiche;
- piattaforme industriali.
L’obiettivo non è impedire l’utilizzo del DAE ma garantire che il soccorso avvenga in condizioni controllate.
Nella pratica aziendale, le criticità maggiori non sono generalmente legate alla presenza di acqua o di superfici metalliche, bensì alla mancanza di una definizione preventiva delle modalità di intervento che consente di ridurre le esitazioni operative e di garantire un utilizzo del DAE rapido, efficace e sicuro anche in condizioni ambientali particolari.
Analisi elettrica dell’utilizzo del DAE in condizioni ambientali critiche secondo IEC 60479-1
Nel caso dell’utilizzo del DAE (defibrillatore semiautomatico esterno), la norma internazionale IEC 60479-1 non disciplina l’impiego operativo del dispositivo, ma fornisce il quadro teorico per la valutazione degli effetti della corrente elettrica sul corpo umano. In particolare, la norma descrive come il rischio elettrico dipenda da intensità, durata del passaggio di corrente, impedenza del corpo e percorso della corrente, evidenziando che situazioni pericolose sono tipicamente legate a correnti non controllate e di durata significativa.
Alla luce di questi principi, la scarica erogata da un DAE può essere interpretata come un impulso elettrico breve, controllato e direzionato attraverso gli elettrodi adesivi, che definiscono il percorso principale della corrente nel torace del paziente. L’ambiente esterno, inclusa la presenza di superfici bagnate o metalliche, non entra normalmente a far parte del circuito elettrico attivo, a condizione che gli elettrodi aderiscano correttamente alla cute e che non vi siano contatti alternativi che possano deviare la corrente. L’eventuale riduzione dell’impedenza cutanea dovuta all’umidità è coerente con quanto descritto dalla IEC 60479-1, ma non modifica in modo sostanziale la dinamica della scarica del DAE, che è progettata per erogare energia secondo curve e livelli compatibili con la fisiologia cardiaca.
Per quanto riguarda la sicurezza dell’operatore, la IEC 60479-1 evidenzia che il rischio elettrico per l’uomo si manifesta quando il corpo è soggetto a una differenza di potenziale tale da generare un passaggio significativo di corrente attraverso tessuti vitali. Durante la defibrillazione, il circuito elettrico è sostanzialmente confinato tra gli elettrodi applicati al paziente, senza una dispersione intenzionale nell’ambiente circostante. In condizioni operative corrette, anche su superfici metalliche o in presenza di umidità, non si instaura un percorso di corrente attraverso l’operatore, a meno di contatti diretti o non conformi alle procedure di sicurezza (ad esempio contatto simultaneo con il paziente durante l’erogazione dello shock).
In questo quadro interpretativo, basato sui principi della IEC 60479-1 e sulle caratteristiche funzionali dei DAE, l’utilizzo del defibrillatore in ambiente aziendale su superfici bagnate o metalliche non introduce, di per sé, condizioni elettriche aggiuntive di rischio né per il paziente né per l’operatore, purché siano rispettate le corrette modalità di utilizzo e le procedure di sicurezza previste dalle linee guida di rianimazione e dai protocolli aziendali.
DAE e ambienti ATEX: cosa deve prevedere il DVR

Tra tutte le condizioni particolari, gli ambienti ATEX meritano un approfondimento specifico.
Esiste però un principio normativo fondamentale.
Nelle zone classificate a rischio di esplosione devono essere utilizzate esclusivamente apparecchiature idonee alla classificazione della zona, oppure devono essere adottate misure che eliminino il rischio derivante dalla presenza dell’atmosfera esplosiva.
Questo principio deriva da:
- Direttiva 1999/92/CE (ATEX Workplace), recepita nel Titolo XI del D.Lgs. 81/2008;
- Direttiva 2014/34/UE (ATEX Product), relativa alle apparecchiature destinate all’utilizzo in atmosfere potenzialmente esplosive.
La normativa ATEX si basa sul concetto che qualsiasi apparecchiatura utilizzata nelle aree classificate non debba costituire una possibile sorgente di accensione.
Poiché i normali DAE commerciali non sono generalmente certificati ATEX, il loro utilizzo in una zona nella quale sia presente o ragionevolmente prevedibile un’atmosfera esplosiva deve essere oggetto di una specifica valutazione nell’ambito del Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE) e del DVR.
In pratica il problema non riguarda la funzione salvavita del defibrillatore, ma la necessità di valutare l’utilizzo di un’apparecchiatura non certificata in un ambiente nel quale la normativa richiede il controllo rigoroso delle possibili sorgenti di innesco.
Cosa dovrebbe contenere il DVR per le aree ATEX
Nelle aziende che operano con gas, vapori o polveri combustibili è opportuno prevedere:
- coordinamento tra DVR e Documento di Protezione contro le Esplosioni;
- identificazione delle aree classificate;
- procedure specifiche per la gestione dell’arresto cardiaco;
- valutazione della possibilità di trasferimento della vittima in area sicura;
- definizione delle responsabilità operative;
- addestramento specifico degli addetti al soccorso in scenari ATEX.
Quando tecnicamente possibile, e senza compromettere le probabilità di sopravvivenza della vittima, il trasferimento verso una zona non classificata può rappresentare una misura organizzativa da valutare preventivamente.
Stai valutando l’installazione di un DAE in azienda?
La scelta del dispositivo dovrebbe tenere conto di:
- tipologia dell’ambiente;
numero di lavoratori; - presenza di aree esterne;
condizioni operative particolari; - manutenzione programmata.
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Riferimenti normativi e linee guida
D.Lgs. 81/2008, artt. 17, 18, 28, 43, 45 e Titolo XI “Protezione da atmosfere esplosive”.
Direttiva 1999/92/CE (ATEX Workplace).
Direttiva 2014/34/UE (ATEX Product).
Legge 120/2001.
Legge 116/2021.
Decreto Ministero della Salute 16 marzo 2023.
European Resuscitation Council (ERC) Guidelines 2021 – Basic Life Support.
Consensus on Science with Treatment Recommendations (CoSTR).
American Heart Association (AHA) Guidelines for CPR and ECC 2020 e aggiornamenti successivi.
IEC 60479-1

