DAE in azienda: obblighi e ruolo del datore di lavoro

DAE in azienda: obblighi e ruolo del datore di lavoro

 

Il defibrillatore in azienda: una misura concreta per la sicurezza sul lavoro

Quando si parla di sicurezza sul lavoro, si pensa spesso alla prevenzione degli infortuni più evidenti. In realtà, una corretta gestione della sicurezza aziendale deve includere anche la capacità di affrontare emergenze sanitarie gravi e improvvise, come l’arresto cardiaco.

In queste situazioni, il fattore tempo è decisivo. Il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) consente di intervenire nei primi minuti, aumentando in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. Per questo motivo, sempre più aziende scelgono di dotarsi di questo dispositivo, integrandolo nel proprio sistema di gestione delle emergenze.

Cosa prevede la normativa: sicurezza aziendale e primo soccorso

Il quadro normativo italiano non impone un obbligo generalizzato di installazione del DAE in tutte le aziende, ma stabilisce principi molto chiari sulla gestione della sicurezza.

Il datore di lavoro, infatti, deve:

  • valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori (art. 28, D.Lgs. 81/2008)
  • organizzare il primo soccorso aziendale (art. 45, D.Lgs. 81/2008)
  • designare e formare gli addetti alle emergenze (art. 18, D.Lgs. 81/2008)

Il D.M. 388/2003 disciplina in modo specifico l’organizzazione del primo soccorso, stabilendo che le attrezzature devono essere adeguate ai rischi presenti.

In questo contesto, il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) diventa lo strumento centrale: è proprio attraverso il DVR che il datore di lavoro deve valutare se il DAE rappresenta una misura necessaria o opportuna in relazione ai rischi specifici dell’attività.

DAE e valutazione dei rischi: quando diventa una scelta necessaria

In base a quanto previsto dalla normativa, non esiste un elenco rigido di aziende obbligate ad avere un defibrillatore. Tuttavia, il principio generale è chiaro: le misure di prevenzione devono essere adeguate ai rischi individuati.

Di conseguenza, il DAE può diventare una misura particolarmente rilevante in contesti come:

  • attività con elevato impegno fisico o stress lavorativo
  • ambienti con rischio elettrico o esposizione a sostanze pericolose
  • luoghi di lavoro isolati o con tempi di intervento dei soccorsi prolungati
  • aziende con presenza significativa di lavoratori o pubblico

In tutte queste situazioni, la presenza di un defibrillatore rappresenta una risposta concreta al rischio di eventi cardiaci improvvisi.

Responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro è responsabile di:

  • inserire il DAE nel piano di emergenza aziendale
  • garantire la manutenzione del dispositivo
  • assicurare la formazione BLSD dei lavoratori
  • organizzare controlli periodici documentati
  • garantire l’efficienza continua del sistema di primo soccorso

 

Gestione del DAE: cosa prevede il decreto del 16 marzo 2023

Un aspetto fondamentale riguarda la gestione operativa del dispositivo.

Il D.M. 16 marzo 2023 del Ministero della Salute introduce indicazioni precise per garantire che il DAE sia sempre funzionante.

Registro di controllo del DAE

Il decreto prevede:

l’istituzione di un registro di verifica del DAE, nel quale devono essere annotati periodicamente:

  • stato di attivazione del dispositivo
  • stato della batteria
  • scadenza e funzionalità delle piastre
  • esito dei controlli periodici

La frequenza minima dei controlli è almeno settimanale.

Questo garantisce la tracciabilità e la sicurezza operativa del dispositivo.

Defibrillatori con telecontrollo

Il decreto promuove inoltre l’utilizzo di defibrillatori di nuova generazione dotati di sistemi di telecontrollo, in grado di monitorare automaticamente lo stato del dispositivo e segnalare eventuali problemi:

  • DAE con connettività Wi-Fi o SIM
  • sistemi di autodiagnosi
  • monitoraggio remoto con alert automatici

Questi sistemi riducono il rischio di mancata manutenzione e migliorano la gestione della sicurezza aziendale.

Formazione BLSD: il valore della preparazione

Dotarsi di un defibrillatore è solo il primo passo. Per essere realmente efficace, è fondamentale che in azienda ci siano persone in grado di utilizzarlo.

I corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) permettono ai lavoratori di acquisire competenze pratiche per:

  • riconoscere un arresto cardiaco
  • attivare correttamente il sistema di emergenza
  • eseguire la rianimazione cardiopolmonare
  • utilizzare il DAE in sicurezza

Più formazione, più sicurezza anche fuori dal lavoro

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’impatto sociale della formazione.

Ogni lavoratore formato all’uso del DAE non è solo una risorsa per l’azienda, ma anche per la collettività. Aumentare il numero di persone in grado di intervenire in caso di emergenza significa:

  • rendere più sicuri gli ambienti di vita quotidiana
  • aumentare le probabilità di soccorso tempestivo
    diffondere la cultura del primo soccorso

La formazione aziendale, quindi, contribuisce concretamente a creare una rete diffusa di cittadini preparati.

Acquistare un defibrillatore: un investimento strategico

Dal punto di vista aziendale, l’acquisto di un DAE non deve essere visto come un semplice costo, ma come un investimento in sicurezza e organizzazione.

Tra i principali vantaggi:

  • maggiore tutela della salute dei lavoratori
  • miglior gestione del rischio all’interno del DVR
  • rafforzamento del sistema di emergenza aziendale
  • dimostrazione concreta dell’attenzione alla sicurezza

Inoltre, integrare il DAE nel proprio sistema di sicurezza contribuisce a costruire un ambiente di lavoro più consapevole e responsabile.

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