Gestione del paziente con STEMI/NSTEMI

Sindromi coronariche acute

Con il termine sindrome coronarica acuta (SCA) si identifica un insieme di condizioni cliniche dovute a riduzione improvvisa del flusso coronarico, generalmente per rottura di una placca aterosclerotica e formazione di trombo. La SCA comprende:

  • Angina instabile
  • NSTEMI (infarto senza sopraslivellamento del tratto ST)
  • STEMI (infarto con sopraslivellamento del tratto ST)

Queste tre condizioni condividono meccanismi patogenetici simili, ma differiscono per grado di occlusione coronarica, estensione del danno miocardico e strategie terapeutiche.

Angina instabile, NSTEMI e STEMI

Angina instabile

L’angina instabile, pur senza necrosi miocardica, rappresenta comunque una condizione ad alto rischio che richiede monitoraggio stretto.

Fisiopatologia

È causata da ischemia miocardica acuta senza necrosi cellulare significativa, spesso dovuta a trombo non occlusivo o ridotta perfusione causata da una placca instabile.

ECG

Può mostrare:

  • sottoslivellamento del tratto ST
  • inversione dell’onda T
  • essere normale

Sintomatologia

Dolore toracico:

  • a riposo o con sforzi minimi
  • di nuova insorgenza, o con rapido peggioramento rispetto al quadro precedente

Marcatori Cardiaci

Nell’angina instabile non vi è danno miocardico documentabile.
Con le troponine ad alta sensibilità possono osservarsi lievi fluttuazioni, ma:

  • non superano stabilmente il 99° percentile
  • non presentano una dinamica tipica di incremento e successiva riduzione

In presenza di un vero pattern dinamico di incremento sopra il 99° percentile, la diagnosi diventa NSTEMI.

NSTEMI

Fisiopatologia

Occlusione coronarica incompleta o transitoria con necrosi miocardica subendocardica.

ECG

  • sottoslivellamento ST
  • inversioni dell’onda T
  • sopraslivellamento trasitorio ST

Sintomatologia

Simile allo STEMI ma spesso meno intensa; può essere atipica in anziani, diabetici e donne

Marcatori Cardiaci

  • Troponina elevata oltre il 99° percentile
  • Andamento dinamico “rise and fall” compatibile con necrosi miocardica

 

STEMI

Fisiopatologia

Occlusione coronarica completa e persistente con necrosi miocardica transmurale.

ECG

Sopraslivellamento persistente del tratto ST in derivazioni contigue.

Sintomatologia

  • Dolore toracico intenso, costrittivo, >20 minuti
  • Possibili irradiazioni del dolore
  • Nausea, dispnea, ansia di morte, diaforesi

Marcatori Cardiaci

  • Rapido aumento delle troponine
  • Valori elevati e persistenti

Trattamento del paziente con STEMI linee Guida 2025

Ambito extraospedaliero

Il sistema territoriale è cruciale per ridurre i tempi di intervento. Di seguito i principali interventi da attuare:

  • Identificazione precoce dei sintomi
  • ECG a 12 derivazioni sul territorio per la diagnosi di STEMI
  • Pre allerta struttura di destinazione e trasporto prioritario verso centro con emodinamica
  • terapia antiaggregante: Acido acetilsalicilico 162 – 325 mg OS o 75 – 250 mg EV. Eventuale secondo antiaggregante (Plasugrel carico 60 mg, Ticagrelor carico 180 mg)
  • terapia anticoagulante: Eparina (se previsto dai protocolli)
  • Accesso venoso
  • Ossigeno se SpO₂ < 90%
  • Nitroglicerina SL 1 cp, fino a 3 somministrazioni, per dolore ischemico. Se inefficaci passare alla morfina. Controindicazioni: PAS< 90 mmHg, FC compresa tra 50 – 100 bpm, assunzione inibitori fosfodiesterasi nelle ultime 24 h, IMA ventricolo dx.
  • Morfina/Fentanyl per controllo del dolore
  • Valutare fibrinolisi 

Ambito intraospedaliero

Rivalutazione del paziente: anamnesi, ripetizione ECG, prelievi ematici per emocromo coagulazione, marcatori cardiaci, valutazione Checklist se non controindicazioni a fibrinolisi.

Scelta della strategia di riperfusione

La riperfusione deve essere eseguita il più precocemente possibile. Essa può variare a seconda del tempo intercorso dall’insorgenza dei sintomi e da eventuali controindicazioni.

PCI primaria: È il trattamento di scelta se può essere effettuata:

  • entro 90 minuti dal primo contatto medico in centri con emodinamica,
  • entro 120 minuti se trasferimento da centro senza emodinamica.

Vantaggi: maggiore efficacia e minore rischio emorragico rispetto alla fibrinolisi.

Fibrinolisi: Indicata se la PCI non è disponibile nei tempi raccomandati e se:

  • sintomi insorti da meno di 12 ore. Massima efficacia entro le prime 2 -3 ore.

Controindicazioni assolute:

  • Ictus emorragico precedente
  • Ictus ischemico nei 6 mesi precedenti
  • Sanguinamento attivo
  • NPL cerebrali
  • Dissezione aortica
  • Trauma/chirurgia maggiore nelle ultime 4 settimane
  • Punture recenti in sedi non comprimibili nelle 24 h precedenti
  • PA >180/110

Controindicazioni relative:

  • Gravidanza/ 1° sett. post partum
  • Mestruazioni
  • Ulcera gastroduodenale attiva
  • Terapia anticoagulante con INR > 2

Dopo fibrinolisi:

se inefficace → trasferimento urgente per “rescue PCI”,
se efficace → angiografia programmata entro 24 ore.

Gestione paziente STEMI/NSTEMI

Gestione paziente STEMI/NSTEMI

FASE EXTRAOSPEDALIERA
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  • Riconoscimento sintomi: dolore toracico >20 min, oppressivo, irradiato, dispnea, nausea, sudorazione, sincope, agitazione
  • ECG preospedaliero: 12 derivazioni, inviare al centro di destinazione. Interpretazione completa: STEMI: ST ↑ ≥1 mm in ≥2 derivazioni contigue; NSTEMI: ST ↓, sopraslivellamento transitorio ST, T invertite; ECG talvolta normale
  • Pre-allerta: avvisare ospedale con emodinamica attiva; trasporto diretto sala emodinamica se STEMI
  • Terapia iniziale: Acido acetilsalicilico, Prasugrel o Ticaglelor, anticoagulante se previsto dai protocolli, ossigeno se Sat O2 <90%, nitrati se non controindicazioni, morfina/Fentanyl monitor ECG continuo
FASE INTRAOSPEDALIERA
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  • Arrivo e rivalutazione
  • ECG: conferma STEMI/NSTEMI
  • Prelievo: per valutazione marcatori cardiaci Troponina I/T all’arrivo e 3–6h, coagulazione, emocromo
  • Procedura riperfusiva: PCI/Fibrinolisi
STEMI
  • Strategia: PCI primaria ≤90 min dal primo contatto medico; se pazienti trasferiti PCI entro 120 min, fibrinolisi ≤30 min arrivo in ospedale; se fibrinolisi non efficace → PCI di salvataggio
  • Terapia adiuvante: beta-bloccanti, statine, ACE-I/ARB
NSTEMI
  • Stratificazione rischio: TIMI/GRACE
  • Rischio alto →trattamento come STEMI ma non si esegue Fibrinolisi
  • Rischio basso → ricovero, coronarografia differita
  • Valutare Terapia adiuvante
DIMISSIONE E FOLLOW-UP
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  • Riabilitazione cardiologica
  • Controllo fattori di rischio
  • Terapia cronica personalizzata
  • Educazione paziente e caregiver
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